Fundraising

Business Angel e Venture Capital: Differenze e Come Scegliere il Miglior Finanziamento

22 Aprile 2024 SprintX

Qual è la differenza tra Business Angel e Venture Capitalist (VC)?

La scelta del giusto finanziatore per la propria startup può fare la differenza tra un lancio di successo e un’opportunità mancata. Business angel e venture capital rappresentano due pilastri fondamentali nell’ecosistema del finanziamento in equity, ma comprendere le loro distinzioni è cruciale prima di intraprendere la strada del fundraising. Mentre entrambi offrono capitali preziosi in cambio di una quota societaria, i profili, gli approcci e le strategie differiscono notevolmente. In questo articolo, esploreremo le peculiarità di business angel e venture capitalist, delineando come e quando è opportuno rivolgersi a ciascuno di essi per massimizzare le potenzialità della propria impresa emergente.

Firma di un accordo con stretta di mano tra due professionisti, simbolo di un investimento riuscito tra Business Angel e startup.

Business angel vs Venture Capital: qual è la differenza?

La scelta del finanziamento è un passaggio fondamentale per ogni startup, e identificare l’investitore più adatto alle proprie esigenze richiede una comprensione approfondita dei metodi di finanziamento disponibili. La finanza alternativa, rappresentata dai business angel e dai venture capital, gioca un ruolo cruciale in certe fasi della vita di una startup, ma è essenziale riconoscere le differenze sostanziali tra queste due figure:

  • Business Angel (BA): Sono investitori privati, spesso ex manager o imprenditori con esperienza e capitali propri da investire. Offrono non solo finanziamenti ma anche mentorship, e di solito intervengono nelle fasi iniziali (seed stage) della startup. Gli investimenti variano generalmente tra i 10.000€ e i 500.000€. I business angel preferiscono settori che conoscono bene e possono condurre due diligence rapide e a costi contenuti grazie alla loro esperienza diretta.
  • Venture Capital (VC): Sono investitori istituzionali che gestiscono fondi di private equity per investire in società con alto potenziale di crescita. A differenza dei business angel, i venture capitalist raccolgono capitali da terzi come banche o fondi pensione. Intervengono nella fase early stage della startup, con investimenti di private equity superiori ai 500.000€, e sono meno legati a specifici settori, focalizzandosi maggiormente sui potenziali ritorni economici.

Le due figure si distinguono anche per il momento in cui scelgono di entrare in gioco: i business angel nella fase embrionale del progetto, i venture capitalist quando la startup ha già raggiunto una certa maturità. L’approccio del business angel è spesso più personale e diretto, mentre quello del venture capitalist è più strutturato e orientato verso il controllo e la scalabilità del business.

Entrambi mirano a incrementare il valore della loro quota per poi realizzare un guadagno vendendola dopo alcuni anni – generalmente 2-5 anni per i business angel, 5-7 anni per i venture capital.

Vediamo insieme in dettaglio le caratteristiche di questi due soggetti e quando sceglierli per finanziare una startup.

Stai cercando il partner finanziario giusto per la tua startup? SprintX è un incubatore di startup certificato dal MiSe. Raccontaci il tuo progetto e scopri come possiamo aiutarti!

In quale fase di vita della startup intervengono?

Comprendere il timing corretto per l’approccio agli investitori è cruciale per una startup. Business angel e venture capitalist intervengono in momenti diversi del ciclo di vita di un’impresa nascente, e scegliere il partner finanziario sbagliato o nel momento inopportuno può precludere future opportunità di crescita.

  • I business angel sono solitamente i primi a entrare in scena, operando prevalentemente nelle fasi pre-seed e seed. In questi stadi iniziali, la startup è spesso poco più che un concetto o un prototipo, e l’investitore privato interviene fornendo capitali ma anche esperienza e rete di contatti. La loro presenza è fondamentale per supportare la startup nei primi passi, quando ancora deve dimostrare la sua validità sul mercato e necessita di risorse per sviluppare il prodotto o servizio.
  • I venture capitalist tendono a investire in una fase successiva, quando la startup ha già superato la fase embrionale ed è pronta per la fase di early stage o fasi ancora più avanzate. Questa scelta è dettata dalla necessità di minimizzare i rischi e massimizzare i ritorni: i venture capitalist gestiscono fondi istituzionali e devono pertanto garantire la redditività agli investitori terzi che hanno affidato loro il capitale. A questo punto, la startup deve aver già dimostrato una certa trazione sul mercato e avere un modello di business scalabile e potenzialmente redditizio.

Rivolgersi a un venture capitalist troppo presto potrebbe risultare controproducente, poiché le richieste di rendimento e le pressioni gestionali potrebbero essere troppo onerose per una realtà ancora in fase embrionale. Allo stesso modo, un business angel potrebbe non avere le risorse sufficienti per sostenere una startup che ha già raggiunto uno stadio di crescita avanzato. La chiave sta nel comprendere le proprie esigenze e scegliere l’investitore che meglio si allinea con lo stadio attuale e gli obiettivi futuri della propria impresa.

Capire il momento giusto per l’intervento degli investitori è cruciale. Raccontaci il tuo progetto e lasciati guidare dai nostri esperti!

Un team di startup composto da tre membri discute strategie su un laptop, incarnando il contesto collaborativo promosso da Business Angel e Venture Capital.

Qual è il ruolo di Business Angel e Venture Capital nella startup?

Il coinvolgimento di business angel e venture capital in una startup non si limita al semplice apporto finanziario; essi svolgono ruoli distinti che influenzano la governance e le decisioni strategiche dell’impresa. Comprendere il loro ruolo è fondamentale per ogni fondatore che si appresta a cercare finanziamenti.

  • Il business angel è spesso descritto come un investitore “informale”. Questa informalità si riflette nel suo approccio diretto e personale con la startup. Il business angel agisce da startup mentor, mettendo a disposizione non solo capitale ma anche la propria esperienza, conoscenze e rete di contatti. È una figura di supporto che collabora strettamente con gli startupper, consigliandoli nella fase di creazione e nei primi passi dell’espansione dell’azienda. Il loro coinvolgimento è quindi più intimo e operativo, mirato a costruire solide fondamenta per il business.
  • Il venture capital assume un ruolo più istituzionale e formale. Sebbene possa fornire consulenza strategica, il venture capitalist tende a concentrarsi sul controllo dell’andamento del business, assicurandosi che le mosse compiute dalla startup siano in linea con gli obiettivi di crescita e redditività stabiliti. La loro presenza implica spesso una partecipazione attiva nella definizione della strategia aziendale e, in alcuni casi, può includere un seggio nel consiglio di amministrazione o altri meccanismi di controllo.

Mentre il business angel può essere considerato una guida operativa che interviene nel quotidiano, il venture capitalist è più focalizzato sul controllo strategico a lungo termine. La loro influenza si estende oltre l’aspetto finanziario, incidendo sulla direzione complessiva dell’impresa e sulle sue scelte fondamentali. Questa distinzione è vitale per gli startupper che devono valutare quale tipo di partner sia più adatto a supportare la propria visione e gli obiettivi specifici della loro startup.

Cosa valutare nella scelta tra Venture Capital e Business Angel?

La decisione di accogliere un business angel o un venture capitalist come finanziatore della propria startup non deve essere presa alla leggera, dato che comporta implicazioni significative per il futuro dell’azienda. Di seguito, sono delineati alcuni aspetti chiave da considerare per orientarsi verso la scelta più consona alle esigenze e alla fase di sviluppo della startup.

  • Dimensione dell’investimento e tipo di finanziamento: I venture capitalist sono operatori specializzati nel capitale di rischio che investono in una nuova società tramite l’acquisto di azioni o obbligazioni convertibili. Si tratta spesso di somme più cospicue rispetto a quelle che un business angel è solitamente disposto a investire. Inoltre, il venture capital può intervenire anche in forme di private equity, rivolgendosi a imprese già consolidate che necessitano di un sostanzioso finanziamento per fare il “grande balzo”.
  • Rendimento atteso e uscita dall’investimento: Il venture capitalist mira a ottenere un guadagno (capital gain) dalla futura vendita della sua partecipazione. L’obiettivo è quindi quello di incrementare il valore dell’azienda per realizzare un profitto significativo al momento dell’exit.
  • Coinvolgimento nella gestione: Mentre il business angel offre mentorship e un coinvolgimento diretto nella gestione quotidiana dell’attività, il venture capitalist si focalizza sulla condivisione e sul controllo strategico, senza immergersi nella gestione operativa. Questo può comportare l’inserimento di un membro del fondo nel consiglio di amministrazione (CdA) della startup.
  • Impatto sulla governance e comunicazione interna: L’ingresso di un venture capitalist richiede una revisione della governance aziendale e una maggiore trasparenza comunicativa interna. Questo è essenziale per permettere al venture capitalist di esercitare il controllo di gestione adeguato.

Nel valutare quale finanziatore scegliere, è importante considerare non solo l’ammontare del capitale necessario ma anche il livello di supporto e guida desiderato, la volontà di condividere il controllo aziendale e le aspettative in termini di ritorno sull’investimento. La scelta tra business angel e venture capital dovrebbe essere guidata da una riflessione strategica sulle proprie necessità attuali e future, così come sugli obiettivi a lungo termine della startup.

Approfondimento: Scopri le differenze tra venture capital e private equity.

Cosa succede dopo l’investimento? La exit di Business Angel e Venture Capitalist

Una volta che un business angel o un venture capitalist ha effettuato l’investimento in una startup, è fondamentale pianificare la strategia di exit, ovvero il disinvestimento. Questa fase è cruciale tanto quanto l’investimento iniziale e richiede una comprensione approfondita delle modalità e dei tempi in cui può avvenire.

Per i venture capitalist, il periodo di detenzione delle quote varia tipicamente da un minimo di due o tre anni fino a sette o otto anni. L’obiettivo è attendere che la startup raggiunga un livello di sviluppo tale da massimizzare il valore dell’investimento al momento dell’uscita. Il disinvestimento può avvenire attraverso diverse vie:

  • Quotazione in Borsa: attraverso un’Initial Public Offering (IPO), la startup diventa una società quotata, permettendo al venture capitalist di vendere le proprie quote sul mercato azionario.
  • Trattativa privata: la cessione delle partecipazioni può avvenire tramite una trattativa privata, come un trade-sale a un’altra azienda, un replacement o secondary buy-out da parte di altri investitori istituzionali, o mediante fusione o incorporazione con un’altra società.
  • Buy-back: il socio imprenditore o altri soci esistenti possono riacquistare le quote detenute dal venture capitalist.
  • Write-off: in caso di fallimento della startup, il venture capitalist potrebbe dover azzerare la partecipazione, subendo una perdita totale dell’investimento.

Anche i business angel devono considerare il momento dell’exit, che spesso si verifica in concomitanza con l’ingresso di investitori istituzionali più grandi nella fase successiva di crescita della startup. La loro uscita può seguire percorsi simili a quelli dei venture capitalist, ma spesso si verifica più precocemente nel ciclo di vita della startup.

È essenziale che gli imprenditori comprendano le aspettative e le strategie di exit dei loro investitori fin dall’inizio del rapporto. Questo aiuterà a gestire meglio le relazioni e ad allineare gli obiettivi aziendali con quelli degli investitori per una transizione fluida verso le fasi successive dello sviluppo della startup.

Stai faticando a trovare investitori per la tua startup? Esplora i metodi di sostentamento alternativi per startup, come il work for equity.

Un imprenditore esamina documenti finanziari e grafici di crescita, elementi essenziali in una presentazione a potenziali Business Angel e Venture Capital.

Conclusioni

La scelta di un finanziatore è un passaggio cruciale per il successo di una startup. Abbiamo esplorato le dinamiche e le peculiarità che distinguono i business angel dai venture capitalist, evidenziando come ciascuno possa rappresentare la soluzione ottimale in momenti diversi del percorso imprenditoriale.

Per le startup in fase embrionale, con un’idea innovativa ma senza garanzie concrete da offrire, l’opzione del business angel si rivela spesso la più vantaggiosa. Questi investitori non solo forniscono il capitale necessario per trasformare un’idea in realtà, ma apportano anche il loro know-how e la loro rete di contatti, risorse inestimabili per una giovane impresa.

Al contrario, i venture capitalist entrano in gioco quando la startup è pronta per una fase di espansione e crescita più robusta. In questa fase, pur essendo teoricamente più accessibili i finanziamenti bancari tradizionali, il ricorso a un venture capitalist può essere preferibile per gestire importi elevati e progetti ad alto rischio, che promettono ritorni significativi.

In conclusione, sia che si tratti di business angel sia di venture capital, la scelta deve essere guidata da una valutazione attenta delle necessità della startup e delle condizioni proposte dagli investitori. Un’analisi approfondita permetterà di selezionare il partner finanziario più adatto a supportare la crescita dell’impresa in modo sostenibile e allineato con gli obiettivi a lungo termine.

Pronto a fare il prossimo passo? Contattaci oggi stesso per esplorare le opzioni di finanziamento con SprintX!

Articoli correlati

Articoli correlati