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Fondi di Private Equity: Cosa Sono e Cosa Fanno

9 Maggio 2024 SprintX

Cos’è un fondo di private equity per le imprese

I fondi di private equity rappresentano una leva finanziaria cruciale per l’accelerazione e il successo di molte imprese emergenti come le startup. Ma cos’è esattamente un fondo di private equity, com’è strutturato e come opera? Questo articolo esplora l’essenza e il funzionamento dei fondi di private equity, svelando come possono trasformare il potenziale in realtà tangibile. Prosegui nella lettura per scoprire la loro natura, le operazioni tipiche e l’impatto sul tessuto imprenditoriale moderno.

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Cosa sono i fondi di private equity?

I fondi di Private Equity rappresentano una soluzione strategica per investitori che mirano a ottenere rendimenti superiori e a partecipare attivamente nella crescita delle aziende.

Costituiscono un pilastro del Corporate Finance, agendo come veicoli di investimento che forniscono capitali esterni e risorse per sostenere lo sviluppo e l’espansione delle imprese. In contrasto con le fonti di finanziamento tradizionali, quali il credito bancario, il private equity si colloca all’interno della finanza alternativa, affidandosi al supporto di investitori privati e fondi di investimento, al di là del contesto bancario. L’essenza del private equity si concentra sull’equity, o capitale proprio, che è il cuore pulsante di questo tipo di investimento.

Un aspetto cruciale da enfatizzare è che l’investimento in private equity non comporta la creazione di debito per l’azienda che riceve i fondi. Diversamente da prestiti o obbligazioni, il private equity si basa su titoli di capitale che iniettano risorse direttamente nel capitale proprio dell’impresa, evitando la generazione di passività finanziarie. Questa particolarità concede alle aziende un accesso più agile e sostenibile al finanziamento, diminuendo la loro dipendenza da debiti a medio-lungo termine e riducendo contemporaneamente il rischio finanziario.

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Private Equity: significato e definizione

Il Private Equity è una modalità di investimento che prevede la raccolta di capitali da parte di investitori istituzionali o privati qualificati, i quali, data la natura ad alto rischio di tali investimenti, devono possedere le necessarie competenze e conoscenze. Questi capitali vengono impiegati per acquisire quote del capitale di società che generalmente non sono quotate in borsa, note come società “target” (come le startup). Il processo di selezione delle target si basa su un’analisi dettagliata delle loro potenzialità di incremento del valore.

I fondi di Private Equity svolgono un ruolo attivo nel generare questo valore, adottando diverse strategie quali:

  • Fornire il capitale necessario per finanziare la crescita dell’impresa target, sia attraverso risorse proprie sia facilitando l’accesso a ulteriori finanziamenti.
  • Supportare l’espansione della società in nuovi mercati geografici o settori produttivi e servizi, inclusa la possibilità di realizzare acquisizioni che possano creare sinergie.
  • Incoraggiare e guidare processi di riorganizzazione aziendale che possano ottimizzare le operazioni e incrementare l’efficienza.

In sostanza, il Private Equity si focalizza sull’investimento in imprese con potenziale non ancora pienamente espresso, con l’obiettivo di trasformarle e valorizzarle per poi, generalmente dopo un periodo di tempo definito, realizzare un ritorno sull’investimento tramite la rivendita della partecipazione o altre forme di exit strategy.

Fondi di private equity: caratteristiche

I fondi di Private Equity si distinguono per una serie di caratteristiche peculiari che li differenziano da altre tipologie di fondi d’investimento. Una delle principali è la loro prospettiva temporale di medio-lungo termine, che consente di perseguire un incremento del valore delle società partecipate attraverso un’attenta gestione e sviluppo strategico.

Tipicamente, la durata di un fondo di Private Equity è di circa 10 anni, divisa in due fasi: un primo periodo di 5 anni dedicato all’acquisizione delle società, detto Periodo di Investimento, seguito da un secondo quinquennio, il Periodo di Disinvestimento, durante il quale le società acquisite vengono rivendute dopo aver raggiunto il loro pieno potenziale.

A differenza dei fondi di Venture Capital, che si focalizzano su startup o imprese in fase iniziale con alto potenziale di crescita, i fondi di Private Equity si orientano verso aziende con attività già consolidate e un solido track record. La creazione del valore avviene generalmente in un arco temporale compreso tra i 3 e i 5 anni, durante i quali i fondi collaborano intensamente con il management delle società partecipate per attuare le strategie delineate nel Piano Industriale o Business Plan.

Queste strategie includono il miglioramento dell’efficienza operativa, l’incremento del fatturato e gli investimenti necessari per conseguire tali obiettivi. Un altro vantaggio significativo offerto dai fondi di Private Equity alle piccole e medie imprese è l’accesso a capitali esterni che potrebbero non essere altrimenti disponibili tramite canali bancari tradizionali.

Gli investimenti possono essere finanziati direttamente dai fondi di Private Equity, tramite prestiti bancari o una combinazione dei due, a seconda del profilo di rischio dell’investimento. Questo accesso a nuove risorse finanziarie permette alle imprese target di accelerare la loro crescita e realizzare piani ambiziosi che altrimenti sarebbero rimasti irrealizzabili.

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Cosa fanno i fondi di private equity?

I fondi di Private Equity svolgono un ruolo cruciale nell’ecosistema finanziario, fornendo non solo capitale ma anche un supporto strategico e operativo alle imprese in cui investono. Il loro intervento inizia con l’apporto di competenze e know-how specifici, che possono variare a seconda del settore di riferimento dell’azienda partecipata.

Mettendo a disposizione esperienza manageriale, una vasta rete di contatti e competenze settoriali, i fondi di Private Equity si impegnano attivamente nel supportare la crescita e l’espansione delle aziende target. Questo coinvolgimento si traduce in una trasformazione significativa delle società partecipate, migliorando l’efficienza operativa, diversificando l’offerta di prodotti o servizi, esplorando nuovi mercati o rafforzando la posizione competitiva. Inoltre, i fondi promuovono una governance aziendale più strutturata attraverso l’introduzione di procedure e pratiche gestionali che migliorano la performance interna e aumentano l’attrattività dell’impresa verso ulteriori investitori o acquirenti.

L’obiettivo finale è generare un ritorno sull’investimento per gli investitori del fondo, solitamente attraverso la vendita dell’azienda partecipata a un altro operatore industriale o finanziario, o tramite una quotazione pubblica iniziale (IPO). Durante il periodo di investimento, i fondi lavorano per incrementare il valore dell’azienda, rendendola più attraente agli occhi del mercato e degli acquirenti potenziali.

Il processo inizia con la raccolta di capitali da investitori istituzionali o privati qualificati, destinati all’acquisizione di partecipazioni in società non quotate con un elevato potenziale di crescita. Una volta selezionate le aziende target, i fondi si impegnano attivamente nella creazione di valore, supportando progetti di espansione e innovazione. Il ciclo operativo si articola in fasi ben definite: una fase iniziale di investimento seguita da una fase di disinvestimento durante la quale le aziende maturate vengono valorizzate e liquidate. Il private equity si esprime attraverso vari approcci d’investimento come il Seed Capital per le startup, le operazioni di Leveraged Buyout (LBO) per acquisire e rivendere aziende dopo averle migliorate, o il Going Public per la quotazione in borsa.

Inoltre, esistono forme ibride come il Mezzanine Financing che combina elementi del private equity con finanziamenti tradizionali. In conclusione, i fondi di Private Equity rappresentano una fonte vitale di finanziamento e assistenza manageriale per le PMI. Forniscono capitale ma anche risorse manageriali essenziali per il successo aziendale. La loro gestione accurata e la collaborazione con i fondatori e il management delle aziende partecipate possono essere determinanti per sbloccare il potenziale di crescita delle PMI o startup e contribuire alla creazione di valore nel lungo termine.

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Tipologie di fondi di private equity

Il panorama dei fondi di Private Equity è diversificato e comprende diverse tipologie, ciascuna con specifiche caratteristiche e obiettivi di investimento. Ecco alcune delle principali categorie:

  1. Angel Investing/Seed Capital: Questa tipologia di investimento è rivolta alle startup in fase iniziale, che non hanno ancora generato fatturato. Gli angel investors, o business angels, sono individui con un elevato patrimonio netto che investono capitali propri, spesso operando all’interno di reti informali per condividere rischi e opportunità. Scopri chi sono i business angel in Italia.
  2. Fondi di Private Equity: Generalmente strutturati come società in accomandita semplice (limited partnerships – LP), questi fondi raccolgono capitali da investitori per acquisire partecipazioni in aziende non quotate, con l’obiettivo di generare un ritorno attraverso la crescita e il successo delle imprese partecipate.
  3. Venture Capital Fund: Specializzati in investimenti in società già avviate ma che presentano ancora flussi di cassa negativi, i venture capital funds si concentrano su progetti innovativi con grandi potenzialità di crescita, finanziando il lancio di prodotti o lo sviluppo del mercato.
  4. Development Capital: Questi fondi investono in società avviate che già mostrano flussi di cassa positivi e una rapida crescita. Gli investimenti sono finalizzati allo sviluppo del mercato e all’espansione dell’attività.
  5. Management Buyout (MBO) e Management Buyin (MBI): In queste operazioni, il management interno o esterno dell’azienda target acquista la società, spesso con il supporto di un fondo di Private Equity. Può essere utilizzata anche la leva finanziaria (Leveraged Buyout – LBO), garantendo il prestito bancario con gli asset dell’azienda.
  6. Special Situation o Fondi di Turnaround: Questi fondi si focalizzano su aziende che attraversano periodi di crisi o difficoltà finanziarie, con l’obiettivo di ristrutturarle e riportarle alla redditività attraverso interventi operativi o finanziari.

Ogni tipo di fondo ha una strategia e un target d’investimento specifico, offrendo agli investitori opportunità diverse in base al livello di rischio e al potenziale di crescita delle imprese partecipate.

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Come investono i fondi di private equity?

I fondi di private equity adottano diverse tecniche finanziarie per massimizzare i ritorni sugli investimenti. Vediamo quali sono le principali:

Acquisto di Azioni/Share

I fondi di private equity acquistano quote azionarie delle aziende, fornendo capitale proprio (equity) piuttosto che debito. L’obiettivo è ottenere profitti sotto forma di dividendi o, in prospettiva, rivendere la partecipazione a un prezzo maggiorato (exit strategy).

Relazioni di Livello C

I fondi spesso instaurano rapporti stretti con i top executive delle aziende in cui investono (ad esempio, CEO e CFO) per trasferire know-how e competenze che possano incrementare i ricavi, i profitti e, di conseguenza, il valore dell’impresa.

Leveraged Buyout (LBO)

Questa tecnica comporta l’utilizzo di una significativa quantità di debito per acquisire una società. In alcuni casi, la società acquisita può essere smembrata e venduta in parti per ripagare il debito accumulato.

Going Private

I fondi possono decidere di investire in aziende quotate con l’intenzione di ritirarle dal mercato pubblico (delisting). Dopo aver ristrutturato e rifocalizzato l’azienda, l’obiettivo è cederla con profitto.

Investing in Upside

I fondi cercano di incrementare l’EBITDA nel medio o lungo termine attraverso investimenti strategici, relazioni con l’alta dirigenza, internazionalizzazione e acquisizioni in settori frammentati per creare un leader di mercato. Successivamente, la partecipazione azionaria viene venduta a una grande corporation.

Mezzanine Capital

Questo tipo di investimento si configura come debito subordinato che offre un rendimento aggiuntivo legato alla performance dell’azienda (equity kicker), rappresentando una via di mezzo tra il debito senior e il capitale proprio.

Attraverso queste tecniche, i fondi di private equity cercano di influenzare positivamente la gestione delle aziende in cui investono e di realizzare un ritorno significativo sull’investimento al momento dell’uscita dalla partecipazione azionaria.

I principali fondi di private equity

Nel panorama globale del private equity, alcuni nomi spiccano per la loro grandezza e influenza. Ecco i principali fondi di private equity al mondo secondo la classifica di Private Equity International:

  1. Blackstone Group BX: Quotato al New York Stock Exchange, Blackstone è uno dei giganti del settore, noto per la sua vasta gamma di investimenti e per la sua capacità di gestire grandi somme di capitale.
  2. The Carlyle Group CG: Con sede a Washington e quotato al NASDAQ, Carlyle ha una presenza globale e un portafoglio diversificato che spazia in molteplici settori.
  3. Kohlberg Kravis Roberts KKR: Altro nome di spicco quotato al NYSE, KKR ha una lunga storia nel settore e una reputazione solida come investitore strategico.
  4. Texas Pacific Group TPG: TPG è conosciuto per il suo approccio dinamico agli investimenti e per le sue operazioni di leveraged buyout.
  5. Warburg Pincus: Fondo con una storia di oltre 50 anni, Warburg Pincus ha un approccio orientato alla crescita delle aziende in cui investe.
  6. NB Private Equity Partners: Parte del gruppo Neuberger Berman, NB Private Equity Partners è noto per la sua esperienza e per l’approccio flessibile agli investimenti.
  7. CVC Capital Partners: Con uffici in Europa, Asia e Americas, CVC è uno dei maggiori fondi europei e ha un forte track record nel creare valore.
  8. EQT Partners: Fondo svedese che si distingue per la sua attenzione verso la sostenibilità e l’impatto sociale degli investimenti.
  9. Advent International: Con più di 30 anni di esperienza, Advent International ha costruito un portfolio impressionante con operazioni in tutto il mondo.
  10. Vista Equity Partners: Specializzato nel settore del software e della tecnologia, Vista Equity Partners è rinomato per il suo approccio focalizzato e le sue strategie innovative.

Tra gli operatori italiani, il Fondo FSI (Fondo Strategico Italiano), con sede a Milano, si colloca in 262ª posizione in classifica, nonostante la sua giovane età (attivo dal febbraio 2016). È riuscito a entrare nella classifica nel 2019 grazie alla sua attività dinamica e orientata alla crescita delle imprese italiane.

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Fondi di private equity in Italia

Il settore del private equity in Italia sta vivendo una fase di rinnovato dinamismo, come dimostrano i dati dell’inizio del 2024. L’Osservatorio Pem ha registrato una crescita significativa dei deal, con un aumento del 42% rispetto all’anno precedente. Questa ripresa è testimoniata anche dal ritorno dei grandi accordi, un esempio eclatante è l’acquisizione di La Piadineria da parte di Cvc Capital Partners, segno di un mercato in fermento e pronto a sostenere la crescita delle imprese nel medio termine.

La Cassa Depositi e Prestiti (CDP), attraverso i suoi fondi, svolge un ruolo cruciale nel supportare le PMI italiane che mostrano elevate potenzialità di crescita in settori chiave dell’economia nazionale, come il manifatturiero e l’agro-alimentare. In particolare, il Fondo Italiano d’Investimento (FII) si posiziona come partner strategico per le imprese ad alto potenziale.

Alla fine del 2020, le masse gestite da investitori italiani in asset alternativi ammontavano a 34 miliardi di euro, con 189 investitori attivi nel private equity e venture capital. Questi numeri riflettono l’importanza e la vitalità del settore nell’economia italiana.

Il Rapporto 2021 Alternative Assets in Europe evidenzia che nei primi sei mesi del 2021 sono stati raccolti 720 milioni di euro, con 154 deal completati. Tra questi, alcune operazioni di rilievo come l’acquisizione di Open Fiber e la proposta di acquisizione per Autostrade per l’Italia (Aspi). Queste grandi mosse dimostrano che il capitale privato è un attore fondamentale nella fase di ripresa economica dell’Italia, anche alla luce del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il report sottolinea che l’Italia rappresenta un terreno fertile per i gestori di fondi e gli investitori internazionali, grazie alla sua posizione strategica e alle opportunità offerte da settori tradizionali e innovativi. Il private equity e il venture capital sono al centro degli asset alternativi italiani, rappresentando circa il 35% degli Aum a fine 2020.

In conclusione, il settore del private equity italiano si presenta ricco di opportunità e pronto a svolgere un ruolo chiave nello sviluppo economico del paese, con una particolare attenzione ai settori emergenti come il digitale, il cloud e le infrastrutture legate al 5G.

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