Spazio alle Startup

Leaf, l’agricoltura non è mai stata così semplice

12 Gennaio 2024

Eccoci tornati, dopo le vacanze natalizie, con la nostra rubrica “Spazio alle Startup”.

Oggi vi presentiamo un’altra startup innovativa presente nel nostro ecosistema. 

Stiamo parlando di Leaf, la startup che ha realizzato un ecosistema di dispositivi IoT che automatizza ogni tipo di coltivazione, rendendo più facile il lavoro degli agricoltori e facendogli risparmiare tempo e risorse, creando un nuovo modo di vivere l’agricoltura.

Ma facciamoci raccontare tutto dal founder di questo fantastico progetto, Michele Marvulli.

Qui di seguito trovate l’intervista completa realizzata per “Spazio alle Startup”, una rubrica pensata per dare spazio al racconto e alla presentazione della propria idea di business.

Iniziamo subito con un breve pitch in cui ci presenti la tua startup : Leaf s.r.l.

Leaf è una startup innovativa nata nel 2021 dopo un progetto universitario e consisteva nell’automazione delle coltivazioni agricole tramite dei dispositivi altamente innovativi, composti da hardware e software.

Ed è un po’ quello che facciamo oggi. Come conseguenza dei cambiamenti climatici, sta diventando quasi impossibile o comunque molto difficile produrre cibi attraverso un’agricoltura tradizionale.
Noi risolviamo questo problema con Leaf : abbiamo creato un’ecosistema di dispositivi hardware e software che permettono, in modo semplice, accessibile e scalabile, di coltivare il fuori suolo in maniera automatizzata.

Da dove hai tratto ispirazione?

Sin da piccolo sono stato esposto all’ambiente dell’agricoltura, avendo un terreno di famiglia.
Ricordo che una volta, mentre ero in macchina con mio zio, si parlava della difficoltà di avere e mantenere una produzione elevata. Da lì è nato in me l’interesse per la coltivazione di nuova generazione, il fuori suolo, l’idroponica, che permettono di coltivare in verticale risparmiando risorse, denaro e, perché no, anche tempo.
Poi durante un corso universitario, ho dovuto presentare un progetto in materia IoT e subito è mi venuta in mente questa idea di business.
Inizialmente eravamo in tre in team, poi siamo diventati quattro e insieme abbiamo portato avanti questo progetto per l’esame. A seguire, ci siamo candidati al PIN – Pugliesi Innovativi, lo abbiamo vinto e ci siamo costituiti come startup.

Hai mai dovuto cambiare rotta durante il percorso e, quindi, fare Pivot?

Si e sicuramente non sono finiti! (Ride) Questo è poco ma sicuro.

Basta leggere qualunque libro sul mondo startup per scoprire che molte delle idee che oggi conosciamo sono nate con un altro scopo. Questo perché chiaramente lavorare nella propria stanzetta è fine a se stesso, bisogna confrontarsi con la realtà e con poi chi comprerà il tuo prodotto. Ad esempio, ciò che abbiamo sviluppato, oggi serve per le coltivazioni fuori suolo. Magari però domani gli stessi dispositivi potremmo utilizzarli per il monitoraggio industriale o altro.
Quindi i cambiamenti ci sono e ci saranno sempre. Ma è fondamentale a saperlo.

Parlando infatti di obiettivi, quali sono le vostre prospettive future? 

Sarò sincero, l’obiettivo principale è il raggiungimento di una soddisfazione personale e aziendale per tutto il team, uscendo sul mercato e iniziando a vendere finalmente quello su cui abbiamo lavorato per così tanto tempo.

E ovviamente puntiamo, con la nostra startup, ad aiutare direttamente gli agricoltori di oggi a coltivare in modo più efficiente.

Cosa ti fa svegliare ogni giorno con la voglia di lavorare alla tua idea?

Questa è una domanda molto interessante, perché è forse la cosa più importante che bisogna avere, cioè la voglia di andare avanti e ogni mattina svegliarsi con l’intenzione di continuare a lavorare duro per un progetto che tu stesso hai creato e in cui credi.

Spesso mi sono sentito e mi sento di camminare su una strada buia, senza una luce e con le gomme bucate. Questo perché il mondo startup non è così facile come si immagina.
Però vado avanti e combatto, perché voglio riuscire ad avere un impatto sulle persone e sulla vita delle persone con Leaf.

Se potessi dare un consiglio ad un giovane startupper, al te di quando hai iniziato questo percorso, quale sarebbe?

Consiglio numero 1: trovare un team molto forte e molto motivato.

Consiglio 2: lavorare e operare in un settore che si conosce molto bene, oppure imparare e studiare molto bene quel settore, se ci piace tanto, per poi sviluppare una soluzione sulla base di un problema esistente in quel dato settore.

Se potessi pensarti come un personaggio immaginario, quale ti rispecchierebbe?

Più che personaggio immaginario, mi sento di nominare delle personalità esistenti, degli attori che adoro.
Will Ferrell ad esempio. Amo il tipo di comicità che fa. Penso che ridere nella vita sia una cosa fondamentale e prendere le cose in maniera più leggera, a volte farsi una risata in più, permetta di vivere meglio, no?
O anche Michael Scott di The Office (ride).
Mi piace il suo modo di vivere spensierato, il suo non aver paura di fare una battuta.

(Domande Bonus)

Una parola con cui descriveresti SprintX o il suo team di lavoro?

Supporto.
Perché il team di SprintX supporta davvero tanto le startup e i ragazzi, e soprattutto ci tiene e supporta i team durante il percorso di incubazione ma anche dopo, quindi complimenti per quello che fate!

Una parola per descrivere il coordinatore che ti ha seguito durante tutto il percorso?

Presente.

E invece una parola con cui descriveresti te stesso come startupper? 

Believer.
Sono una persona che crede tanto nel proprio progetto, che anche davanti alle tante difficoltà continua ad andare avanti.
La vita da startupper ti fa vivere un roller coaster di emozioni, perché ti svegli la mattina che sei super felice, arrivi a metà mattinata che sei la persona più triste del mondo e poi a pranzo sei di nuovo super felice perché è successa un’altra cosa bella. (Ride)
L’importante è crederci sempre!

Bene, ringraziamo Michele per questa intervista e per la disponibilità che ci ha dato! 

Un saluto a tutti voi e alla prossima con “Spazio alle Startup”!

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