Spazio alle Startup

Loliv, esperienze autentiche per scoprire una Puglia inedita

12 Gennaio 2024

Eccoci tornati, dopo le vacanze natalizie, con la nostra rubrica “Spazio alle Startup”.

Oggi vi presentiamo un’altra startup innovativa presente nel nostro ecosistema. 

Stiamo parlando di Loliv, la startup nata con l’intento di accorciare le distanze tra il territorio e i viaggiatori, valorizzando l’unicità della sapienza artigianale locale e sostenendo le comunità locali.

Ma facciamoci raccontare tutto dal founder di questo fantastico progetto, Claudio Cerabino.

Qui di seguito trovate l’intervista completa realizzata per “Spazio alle Startup”, una rubrica pensata per dare spazio al racconto e alla presentazione della propria idea di business.

Ciao Claudio e benvenuto!
Iniziamo subito con un breve pitch
in cui ci presenti la tua startup : Loliv.

In Loliv organizziamo esperienze con artigiani locali. 
In concreto quello che facciamo è andare alla ricerca di artigiani che svolgano attività rilevanti legate al territorio, che siano di ispirazione per turisti.
Inoltre, li accompagniamo nella formazione, nel design delle varie esperienze e nella vendita delle stesse.
Nel momento in cui ci sono visitatori stranieri, accompagniamo gli artigiani e li aiutiamo a risolvere quel gap linguistico e culturale. 

Personalmente ho lavorato per una decina di anni in cooperazione allo sviluppo, occupandomi proprio dello sviluppo delle piccole e medie imprese, dal Vietnam al Camerun, passando per l’Europa. Ho sempre desiderato fare qualcosa che avesse un impatto positivo sul territorio.
E con Loliv voglio riuscire ad avere un impatto positivo, però sulla mia terra.

Da dove hai tratto ispirazione?

Ciò che mi ha ispirato è sicuramente una mia passione innata, fin da piccolo, per i mestieri. Mi appassiona andare alla ricerca degli artigiani, scoprire quello che fanno, come lo fanno.
Nel mio tempo all’estero, ho notato che c’è un trend in crescita legato a persone che vogliono fare esperienze autentiche e incontrare i locali. 
Quello che vorrei fare attraverso Loliv è proprio questo: permettere ai visitatori di entrare in contatto con le persone del posto e far loro svolgere delle esperienze autentiche. 

Hai mai dovuto cambiare rotta durante il percorso e, quindi, fare Pivot?

Un Pivot vero e proprio non c’è mai stato, sicuramente ci sono stati dei momenti di difficoltà.
Essendo Loliv un progetto che vuole avere anche un risvolto sociale sul territorio, il trade off era tra cercare di avere un impatto positivo e rendere il progetto sostenibile da un punto di vista finanziario, quindi questa è stata sicuramente una delle difficoltà.

Sono state superate queste difficoltà o ci state ancora lavorando? 

Sicuramente abbiamo fatto degli enormi passi in avanti in questi mesi e in questo anno.
Uno degli obiettivi per la prossima stagione è anche quello di affinare il business model, proprio per validarlo e validare la sua scalabilità, ovvero la possibilità di replicare quello che abbiamo fatto e che già funziona in Puglia, nei dintorni di Bari e in altre regioni. 

Parlando infatti di obiettivi, quali sono le vostre prospettive future? 

Per il prossimo anno puntiamo a coprire tutta la Puglia e magari anche qualche regione limitrofa, tipo la Campania o il Lazio.  
Da lì poi vorremmo continuare, negli anni successivi, a espanderci in altre regioni del Sud e Centro Italia. Però sempre mantenendo l’anima di Loliv, ovvero quella di collaborare con i piccoli artigiani locali.

Cosa ti fa svegliare ogni giorno con la voglia di lavorare alla tua idea?

Sicuramente la libertà decisionale, cioè il fatto di essere io padrone delle mie scelte. Questa è un’enorme fonte di motivazione per me.
So che le scelte che prendo oggi avranno un impatto su quello che farò domani e questa cosa non mi spaventa affatto. 
Forse proprio perché ho lavorato in precedenza in organizzazioni estremamente verticali e molto grandi, dove mi sentivo una formichina, avevo la necessità di sentirmi padrone delle decisioni. Ed è proprio quello che sono riuscito ad ottenere con Loliv.
Oltre a questo, anche il fatto di ottenere, con il mio progetto, un impatto positivo sul territorio e sullo sviluppo locale.

Grandi idee e grandi obiettivi!
Andando avanti con le domande, se potessi dare un consiglio ad un giovane startupper, al te di quando hai iniziato questo percorso, quale sarebbe?

Studiare molto bene il mercato, la concorrenza, il target di riferimento. Insomma tutto dalla A alla Z. 
Più si riesce ad anticipare, più si riesce a raccogliere dati, e più si possono fare delle scelte informate. 

Se potessi pensarti come un personaggio immaginario, quale ti rispecchierebbe?

Più che un personaggio immaginario, mi piacerebbe tornare al me bambino, cioè mi piacerebbe tornare ad avere quella curiosità, quel divertimento, quel senso di avventura e di scoperta, di spensieratezza, che solo i bambini possiedono.

(Domande Bonus)

Una parola con cui descriveresti SprintX o il suo team di lavoro?

Professionali.

Una parola per descrivere il coordinatore che ti ha seguito durante tutto il percorso?

Accomodante, perché il coordinatore che mi ha seguito mi ha assecondato in mille differenti richieste. 

E invece una parola con cui descriveresti te stesso come startupper? 

Determinato. Sono una persona abbastanza caparbia, testarda. E in questo percorso da startupper, l’essere determinato non dico che sia fondamentale, ma sicuramente necessario per superare le difficoltà, insomma gli ostacoli. 

Ringraziamo Claudio per questa intervista e per la disponibilità che ci ha dato! 

Un saluto a tutti voi e alla prossima con “Spazio alle Startup”!

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