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Round di Investimento Serie A, B, C, D: Cosa Significa e Come Funzionano

6 Giugno 2024 SprintX

Cosa sono i round di finanziamento di serie A, B e C per le startup?

Il percorso verso il successo di una startup è spesso scandito da tappe finanziarie ben definite: i finanziamenti di serie A, B, C, D rappresentano le diverse fasi di crescita e maturazione di un’impresa emergente. Questi round di investimenti di serie A, B, C, D sono essenziali per accelerare lo sviluppo, espandere le operazioni e consolidare la posizione sul mercato. Se siete alla guida di una startup e desiderate comprendere meglio come funziona il funding in queste distinte fasi, vi invitiamo a proseguire la lettura per scoprire come navigare con successo attraverso questi cruciali passaggi finanziari.

Donna presenta un piano aziendale su una lavagna bianca a due colleghi attenti durante un round di finanziamento a b c.

Round di finanziamento di serie A, B, C, D

I round di finanziamento di serie A, B, C, D sono delle pietre miliari nel ciclo di vita di una startup, rappresentando le diverse fasi di crescita e raccolta di capitale necessarie per il suo sviluppo.

Si tratta di eventi in cui gli imprenditori presentano la loro azienda a potenziali investitori per ottenere il capitale di rischio essenziale a finanziare la crescita e l’espansione. Ogni “serie” corrisponde a una specifica tappa nel financing cycle della startup, con ogni round che attira tipologie diverse di investitori, come Venture Capital e fondi di Private Equity, e importi crescenti di finanziamenti, che possono variare da un milione a oltre cento milioni di euro.

Questi eventi non sono casuali ma seguono una sequenza logica: iniziano solitamente dopo il seed funding e l’angel investing e proseguono con serie successive che si differenziano per obiettivi e caratteristiche. Durante ogni round, viene effettuata una nuova valutazione dell’azienda, basata su fattori come la dimensione del mercato, il potenziale dell’impresa, i ricavi correnti e la qualità del management.

Il fine ultimo è quello di fornire alla startup il capitale necessario per raggiungere traguardi predefiniti e prepararsi alla fase successiva, fino all’eventuale IPO o altra forma di exit strategy.

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Come funziona il finanziamento di una startup?

Finanziare una startup è un viaggio complesso che comporta diversi attori, fasi e valutazioni strategiche.

Inizialmente, gli imprenditori cercano di ottenere capitali esterni per avviare e crescere la loro impresa. Questo viaggio finanziario comincia spesso con le fasi pre-seed e seed, dove il finanziamento – metaforicamente paragonato alla semina di un seme – serve a far germogliare l’idea imprenditoriale. A questa fase iniziale, i fondatori possono ricorrere a risorse proprie, a investitori informali come amici e familiari, nonché a incubatori di startup o angel investor, che forniscono capitale in cambio di una partecipazione azionaria.

Man mano che la startup matura, essa attraversa le due fasi principali del suo sviluppo: l’Early Growth (Round Serie A e Serie B) e il Sustained Growth (Round Serie C, D, …). In queste fasi, ogni round di finanziamento è contraddistinto da una lettera che indica la progressione e i crescenti bisogni di capitale della società.

Il processo è segnato da una serie di valutazioni “pre-money”, che stimano il valore dell’azienda prima dell’investimento, basate su fattori come le dimensioni del mercato, la quota di mercato, i ricavi attesi e il rischio associato. Gli investitori – che possono includere fondi di venture capital, società di private equity e investitori istituzionali – valutano la startup in base a metodologie diverse ma condividono fattori comuni come la grandezza del mercato, le previsioni di crescita e le aspettative di ritorno sull’investimento.

Ogni fase corrisponde a obiettivi diversi: dalla validazione del prodotto (seed) al suo sviluppo commerciale (Serie A e B), fino all’espansione su larga scala e alla preparazione per l’eventuale quotazione in borsa o exit (Serie C in poi). Le somme investite variano considerevolmente tra le diverse fasi: piccole somme durante il pre-seed per coprire i costi iniziali; maggiori introiti nel seed per ricerca di mercato e sviluppo del prodotto; importi ancora più elevati nei round Serie A e B per consolidare il team fondatore e accelerare la crescita; fino ad arrivare a cifre significative nei round Serie C e successivi per supportare l’espansione internazionale e un’aggressiva acquisizione di mercato.

Due persone si stringono la mano in un ufficio moderno dopo un round di finanziamento a b c, seguite da tre colleghi sorridenti.

Round di investimento A, B, C, D

I round di investimento A, B, C, D rappresentano punti cardine nel percorso di crescita di una startup, ognuno dei quali è progettato per soddisfare le crescenti e specifiche esigenze finanziarie dell’azienda in momenti differenti della sua evoluzione. Con il progredire da una serie all’altra, la startup non solo cerca di raccogliere capitale per espandere la propria attività, ma anche di consolidare la fiducia degli investitori e di incrementare il proprio valore sul mercato. Ogni round è unico nel suo genere e si caratterizza per obiettivi diversificati, tipologie di investitori e valutazioni aziendali che riflettono l’attuale e potenziale successo dell’impresa.

Round di serie A

Il round di serie A rappresenta una tappa cruciale per le startup che hanno dimostrato la validità del proprio modello di business e sono pronte a scalare il mercato. Questa fase di finanziamento avviene dopo i primi introiti derivanti dal seed capital e dall’angel investing, e si caratterizza per la ricerca di un capitale di rischio più sostanzioso, normalmente tra i 2 e i 15 milioni, che possa sostenere una crescita più rapida e una maggiore espansione. È dunque un round che interessa le startup in early stage.

Durante il round di serie A, gli investitori non si accontentano più di idee promettenti: richiedono una strategia solida e un piano d’affari convincente che delinei come l’idea innovativa possa trasformarsi in un’attività redditizia e sostenibile nel lungo periodo. Questo significa che la startup deve aver già raggiunto alcuni traguardi importanti, come un certo livello di utenti attivi o ricavi iniziali, e deve mostrare un potenziale di crescita considerevole. I protagonisti principali in questa fase sono le società di venture capital, le quali spesso entrano in gioco come leader degli investimenti, talvolta con un investitore “ancora” che funge da catalizzatore per attrarre ulteriori finanziamenti. Nonostante gli angel investors abbiano meno influenza rispetto alla fase seed, continuano a svolgere un ruolo significativo.

È interessante notare che l’equity crowdfunding sta emergendo come strumento popolare anche per il round di serie A, permettendo alle aziende di accedere a un pool più ampio di investitori. Le startup che completano con successo il round di serie A si trovano poi nella cosiddetta Early Growth phase, dove l’obiettivo è espandere il mercato, attrarre talenti chiave, professionalizzare le vendite, rafforzare l’infrastruttura tecnologica e intensificare le attività di marketing. In questa fase, l’azienda comincia a delineare la propria presenza nel settore e a costruire una struttura aziendale più robusta in vista delle future sfide.

Round di serie B

Il round di serie B rappresenta il ponte tra le prime fasi di crescita di una startup e il suo consolidamento nel mercato. Questa fase di finanziamento è destinata alle aziende che hanno già superato il round di serie A e hanno dimostrato la loro capacità di ottenere successo su una scala più ampia. Gli investitori che partecipano a questa fase hanno l’obiettivo di aiutare le startup ad espandere ulteriormente la loro presenza sul mercato e a soddisfare un livello di domanda crescente.

Durante il round di serie B, si assiste a una valutazione molto accurata delle aziende, spesso effettuata dagli stessi venture capital che hanno investito nella fase precedente. Tuttavia, questa fase attira anche nuovi fondi specializzati in investimenti in startup che si trovano in una fase più matura di crescita. Questi nuovi entranti si aggiungono agli investitori esistenti per fornire un ulteriore slancio finanziario. Le risorse ottenute attraverso il round di serie B sono tipicamente destinate a strategie chiave come l’acquisizione di talenti, l’espansione delle attività commerciali, l’incremento delle vendite, il potenziamento della tecnologia e del supporto clienti, oltre all’intensificazione delle campagne pubblicitarie.

Si tratta di un passaggio vitale per la startup che mira a rafforzare la propria squadra e ad affinare il prodotto o servizio offerto. In termini di valutazione, le aziende che intraprendono un round di serie B sono generalmente ben stabilite nel loro settore e le loro valutazioni medie riflettono questo stato avanzato, con medie che possono raggiungere i 35 milioni o più. Il processo del round di serie B somiglia a quello della serie A per quanto riguarda i passaggi chiave e gli attori principali. Anche qui, spesso un investitore leader fa da “ancora” e facilita l’attrazione di ulteriori capitali. La differenza sostanziale sta nell’ingresso in scena dei nuovi fondi di venture capital che si specializzano negli investimenti in questa specifica tappa del percorso evolutivo della startup.

Round di serie C

Il round di serie C segna un momento cruciale nel percorso di crescita di una startup, in quanto è rivolto a quelle aziende che hanno già raggiunto un notevole successo e che mirano a espandere ulteriormente la loro presenza e influenza.

A questo stadio, l’obiettivo degli investimenti può variare dall’introduzione di nuovi prodotti, all’espansione in nuovi mercati, fino all’acquisizione di altre società per aumentare la scala delle operazioni e la portata del business. Gli investitori che partecipano ai round di serie C sono tipicamente orientati a raddoppiare o aumentare significativamente il loro investimento iniziale. Si attendono di finanziare aziende con un modello di business già collaudato e in grado di utilizzare i nuovi capitali per accelerare la crescita e migliorare ulteriormente la loro posizione nel mercato.

A questa fase, si aggiungono nuovi tipi di investitori come hedge fund, fondi di private equity, banche d’investimento e gruppi del mercato secondario, tutti attratti dalla stabilità e dai risultati comprovati dell’azienda. Sebbene il round di serie C sia spesso l’ultima tappa nel finanziamento esterno di equity per molte aziende, alcune possono decidere di proseguire verso ulteriori round, come la serie D ed E. Questa scelta può essere motivata dalla necessità di un ultimo slancio prima dell’offerta pubblica iniziale (IPO) o dal desiderio di raggiungere obiettivi ancora non soddisfatti nei precedenti round.

Le aziende che procedono con il finanziamento di serie C generalmente godono di una solida base di clienti, flussi costanti di entrate e un track record comprovato di crescita. Questo è anche il momento in cui molte startup cercano di massimizzare la loro valutazione in previsione di un’eventuale IPO. Con valutazioni più elevate rispetto ai round precedenti, le aziende che intraprendono il round di serie C sono spesso pronte ad affrontare l’espansione globale e a rafforzare ulteriormente la loro posizione come leader nel rispettivo settore.

Round di serie D

Il round di serie D rappresenta una fase meno comune nel ciclo di finanziamento delle startup, in quanto molte aziende tendono a concludere il loro percorso di raccolta fondi esterni con il round di serie C e si dirigono verso un’offerta pubblica iniziale (IPO). Tuttavia, il round di serie D è cruciale per quelle aziende che necessitano ulteriori capitali per espandersi o crescere ancor più prima di diventare pubbliche. La serie D può essere vista come un ponte tra i round di finanziamento privato e l’ingresso nel mercato pubblico.

Questo stadio può essere utilizzato per diversi scopi, come per esempio risolvere problemi inaspettati, finanziare ulteriori opportunità di crescita che non erano state anticipate nei round precedenti, o migliorare la valutazione dell’azienda prima dell’IPO. Le società che ricorrono al finanziamento di serie D hanno già dimostrato una significativa crescita e successo nei loro mercati e spesso sono ben posizionate per un’espansione ulteriore.

Questo tipo di round è meno frequente rispetto ai precedenti e può indicare sia un ottimismo riguardo al potenziale non ancora realizzato dell’azienda sia la necessità di tempo aggiuntivo prima di affrontare il mercato pubblico. In generale, non esiste un numero fisso di round che una società deve completare prima di procedere con un’IPO. Pertanto, mentre alcuni imprenditori possono vedere il round di serie D come l’ultima occasione per raccogliere capitali di private equity prima di diventare una società quotata, altri possono considerarlo parte integrante della loro strategia complessiva per consolidare la loro posizione nel mercato prima dell’esordio in borsa.

Platea di persone che assistono a una presentazione su round di investimento a b c durante un evento di business.

Preparati al meglio ai round di investimento

In conclusione, comprendere i diversi round di finanziamento A, B, C e D è essenziale per ogni startupper che ambisce a navigare con successo nel dinamico mondo delle startup. Ogni round rappresenta una tappa fondamentale nel ciclo di vita di un’impresa innovativa, ognuno con le sue specificità e opportunità.

È importante ricordare che esistono anche approcci ulteriori come l’equity crowdfunding, che permettono di partecipare alle varie fasi di crescita dell’azienda, massimizzando il capitale investito sin dai primi stadi. SprintX è consapevole delle sfide che comporta il fundraising e offre servizi di consulenza specializzata per aiutare le startup a identificare il percorso di finanziamento più adatto alle loro esigenze.

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