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Startup Studio (o Venture Builder): Cos’è, Come Funziona e Situazione in Italia

28 Maggio 2024 SprintX

Cos’è uno Startup Studio e cosa fa? Il successo dei costruttori di startup

I venture builder, o startup studio, sono un innovativo modello imprenditoriale che sta ridefinendo il modo in cui nascono e crescono le startup. Nell’universo dell’innovazione, dove le idee audaci prendono forma, questi motori di progresso incarnano l’arte di inventare, progettare e costruire imprese emergenti con un approccio quasi industriale. In Europa, questi laboratori di idee stanno vivendo un autentico rinascimento, e anche l’Italia segue il trend con crescente interesse e casi di successo notevoli. Immagina un’officina creativa ad alta intensità, dove menti brillanti si uniscono per dare vita a concept rivoluzionari. I venture builder sono proprio questo: fabbriche di innovazione che generano, nutrono e portano al successo startup promettenti, sovvertendo le regole tradizionali. Scopri con noi come operano gli startup studio, esplorando i meccanismi che guidano questi avanguardistici modelli imprenditoriali e il loro impatto dirompente sul panorama italiano delle startup.

Gruppo di persone che esamina un laptop, rappresentando una sessione di brainstorming in un venture builder.

Cos’è un Venture Builder o Startup Studio?

Gli startup studio, noti anche come venture builder o company builder, sono diventati una realtà sempre più consolidata nel panorama imprenditoriale italiano e internazionale.

In Italia, città come Torino, Firenze e Milano sono teatro di una vivace attività di questi laboratori di imprese, con esempi di successo come Mamazen e Nana Bianca che si affiancano a nuove iniziative come Vento, il primo startup studio non-profit del paese. A livello globale, il fenomeno ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni, diventando un modello di riferimento per la generazione di business innovativi.

Un venture builder può essere definito come una fabbrica di startup, un’entità che crea sistematicamente nuove imprese partendo dall’analisi delle tendenze di mercato per identificare e soddisfare domande potenziali e latenti. Questi studi si basano sulla scalabilità rapida e la creazione di un portafoglio di startup di qualità a basso rischio. Il loro approccio strutturato e metodico consente alle imprese generate di crescere più rapidamente e raggiungere il mercato in tempi brevi.

La storia dei venture builder inizia con Idealab, fondata da Bill Gross nella Silicon Valley negli anni ’90. Gross fu pioniere nel trasformare la creazione di startup in un processo replicabile e scalabile. L’espansione europea è stata guidata da Rocket Internet, che ha dato vita a successi come Zalando attraverso la pratica del copycat, adattando modelli americani ai mercati europei.

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Differenze con Incubatori e Acceleratori

A differenza degli incubatori di startup e degli acceleratori di startup, i venture builder si concentrano sulla creazione interna di startup piuttosto che sul supporto a idee esterne.

Gli incubatori tendono a ospitare startup nelle fasi iniziali, fornendo spazio fisico e supporto manageriale, mentre gli acceleratori si focalizzano sulla crescita rapida di imprese già esistenti attraverso programmi intensivi. I venture builder mantengono una partecipazione significativa nell’equity delle aziende create e operano con un approccio di “imprenditorialità parallela”, costruendo più aziende contemporaneamente. Questa strategia consente loro di avere un impatto diretto sulla gestione e lo sviluppo delle startup, fornendo risorse umane e finanziarie per assicurare la scalabilità dei progetti selezionati.

Il successo dei venture builder risiede nella loro capacità di concentrarsi su pochi progetti ad alto impatto strategico, garantendo risorse adeguate per il loro sviluppo e mantenendo un’origination interna che favorisce l’innovazione senza i vincoli dei processi aziendali tradizionali. Questa autonomia permette alle startup create dai venture builder di muoversi rapidamente sul mercato, sfruttando al meglio le opportunità emergenti.

Startup Studio e Venture Builder: Differenze

Nonostante i termini “startup studio” e “venture builder” siano frequentemente utilizzati come sinonimi nel linguaggio corrente dell’ecosistema imprenditoriale, esiste una sottile distinzione tra i due concetti, anche se in pratica questa differenza non è sempre chiaramente definita e molti attori del settore li adoperano indistintamente.

In generale, uno startup studio è spesso concepito come un’entità esterna e indipendente, la cui attività si concentra prevalentemente sullo sviluppo di progetti in fase early stage. Si tratta di un team di esperti che dispone di risorse dedicate per supportare la creazione e la crescita di nuove imprese, minimizzando il rischio di fallimento grazie a una metodologia collaudata.

D’altro canto, il venture builder è solitamente associato a un’organizzazione interna a un’azienda esistente, con un focus più marcato sulle fasi successive di solidificazione del business. Queste strutture possono operare con supporto imprenditoriale esterno, offrendo servizi specifici alle startup durante le loro fasi iniziali e puntando alla exit come modello di business sostenibile.

Il panorama attuale vede anche una crescente tendenza verso i venture builder corporate, dove le aziende tradizionali cercano di innovare e, non avendo competenze interne sufficienti, si rivolgono a società specializzate. Queste collaborazioni possono portare all’acquisizione delle startup create o allo sviluppo di partnership strategiche.

Quindi, se lo startup studio tende a essere un’entità autonoma focalizzata sulla creazione di startup dall’inizio, il venture builder può essere visto come una struttura più integrata con le imprese esistenti, che estende il proprio raggio d’azione alle fasi più mature dello sviluppo imprenditoriale. Nonostante queste differenze concettuali, entrambi gli approcci condividono l’obiettivo comune di generare business innovativi e scalabili.

Come funziona un Venture Builder?

Il funzionamento di un venture builder, o startup studio, si basa su un processo meticoloso e strutturato che mira a trasformare idee innovative in imprese di successo. Questo modello di business parte dall’analisi approfondita del mercato e delle sue tendenze emergenti per identificare opportunità non ancora sfruttate. A differenza dell’approccio tradizionale che parte dall’idea di un singolo fondatore, il venture builder utilizza un approccio analitico e sistematico per creare startup con una maggiore probabilità di successo.

La prima fase del processo consiste nell’identificazione e nella validazione di nuove opportunità di business. Questo avviene attraverso l’analisi del mercato e la valutazione delle tendenze in atto, con l’obiettivo di intercettare domande latenti da parte dei consumatori. Una volta individuata un’opportunità promettente, si passa alla fase di market validation per testare l’idea sul campo e verificare la sua effettiva rispondenza alle esigenze del mercato.

Successivamente, il venture builder procede alla costruzione del team necessario per lo sviluppo dell’idea. Si selezionano professionisti con competenze specializzate e si formano squadre che lavoreranno insieme per trasformare l’idea in un prodotto o servizio concreto. La scelta dei membri del team startup, incluso il futuro CEO dell’azienda, è cruciale per garantire che le competenze necessarie siano presenti fin dall’inizio.

Parallelamente alla costruzione del team, il venture builder si occupa anche della raccolta dei finanziamenti necessari a sostenere la startup nelle sue fasi iniziali. Questo può includere la partecipazione a bandi per startup per ottenere fondi pubblici, investimenti europei o capitali da investitori privati e istituzionali.

Durante tutto il processo, il venture builder fornisce alle startup risorse condivise e servizi supportivi come marketing, gestione operativa e legale, finanziaria e delle risorse umane. Questo consente ai fondatori di concentrarsi sullo sviluppo della tecnologia e sulla validazione del prodotto senza doversi districare in attività collaterali.

Il modello di venture building è fluido e in continua evoluzione, adattandosi alle specifiche esigenze di ogni progetto. Il suo successo si basa sulla capacità di convertire idee in imprese concrete attraverso processi sistematici e una squadra dedicata che integra scienza, intuito ed esperienza.

In sintesi, un venture builder è una fabbrica di startup che segue un processo organizzato per creare nuove imprese innovative partendo dall’analisi del mercato fino alla crescita e allo scalare della startup, con l’obiettivo finale di una strategia di exit di successo. Il loro tasso di successo superiore rispetto alle startup tradizionali è dovuto a questo approccio metodico e all’integrazione di competenze specializzate all’interno del team.

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Tipologie di startup studio e venture builder

Vediamo ora quali sono le diverse tipologie di startup studio:

  • Operator Model: Il modello più tradizionale tra gli startup studio, dove l’imprenditoria parallela permette la generazione interna di più startup contemporaneamente. Questi venture builder accompagnano le startup in ogni fase del loro sviluppo, offrendo risorse e contatti fondamentali per la crescita.
  • Agency Model: Questa tipologia combina le attività di un’agenzia con quelle di uno startup studio, utilizzando i ricavi derivanti dai servizi di agenzia per finanziare lo sviluppo e la creazione di nuove startup in-house.
  • Corporate Model: Gli startup studio di questo tipo sono spesso finanziati o supportati da una o più corporazioni, che forniscono risorse come conoscenze specializzate, canali di distribuzione e proprietà intellettuali per favorire l’innovazione.
  • Technology Transfer Model: Collegati a istituti di ricerca pubblici o privati, questi startup studio si specializzano nel trasferimento tecnologico, convertendo scoperte scientifiche in imprese spin-off pronte a entrare nel mercato.
  • Operational VC: Questi si collocano a metà strada tra un fondo di investimento tradizionale e uno startup studio. Forniscono non solo il capitale iniziale ma anche strumenti e infrastrutture necessarie alle startup per crescere e prosperare.

In termini di performance, l’exit rate medio degli startup studio si attesta intorno al 16%, con un tempo medio di 4,3 anni per raggiungere l’exit, inferiore agli 8 anni delle startup tradizionali. Le valutazioni delle startup al momento dell’exit tendono inoltre ad essere superiori (mediamente 74 milioni di dollari) rispetto a quelle delle imprese nate senza il supporto di uno startup studio (50 milioni di dollari). Inoltre, gli startup studio possono vantare un Tasso di Rendimento Interno (IRR) che può arrivare fino al 53%, ben superiore al 21,3% delle startup tradizionali.

Gli startup studio nel mondo: la situazione

Il panorama mondiale degli startup studio e venture builder è in costante evoluzione e crescita. A livello globale, si contano circa 600 realtà che operano seguendo questo modello di business, con un tasso di successo delle startup prodotte che oscilla tra il 35% e il 70%, una percentuale significativamente superiore rispetto al tasso di fallimento del 90% delle startup tradizionali, come evidenziato da Forbes.

Il capostipite di questo movimento è Idealab, la compagnia californiana fondata dal visionario Bill Gross negli anni ’90, che ha generato oltre 150 startup e realizzato 47 exit, di cui 35 tramite Ipo in Borsa. Altri esempi di successo nel settore includono Expa a San Francisco, Betaworks in Europa e la nota Rocket Internet di Berlino.

In Italia, il fenomeno sta guadagnando terreno con iniziative come Studio Hub, la prima associazione internazionale nata per connettere gli Startup Studio di tutto il mondo.

Startup studio e Venture Builder in Italia

Secondo i report del Global Venture Builder Network del 2020, sono stati creati oltre 250 nuovi venture builder in un solo anno, con una presenza marcata in Nord America, Europa e Asia. Si stima che questi venture builder abbiano contribuito allo sviluppo di oltre 4.000 startup a livello internazionale.

In Italia, il mercato del venture builder è vivace e promettente, con nuovi protagonisti che si aggiungono a realtà già consolidate. Esempi notevoli includono Mamazen a Torino e Nana Bianca a Firenze.

Queste organizzazioni non solo contribuiscono alla crescita dell’ecosistema imprenditoriale nazionale ma si pongono anche come attori chiave nel contesto internazionale grazie alla loro capacità di generare business innovativi e sostenibili. La situazione degli startup studio italiani dimostra una maturità crescente e una capacità di generare valore notevole, con una visione che guarda al futuro dell’innovazione sia a livello nazionale sia internazionale.

Secondo i dati di Italia Startup, nel 2021 sono stati censiti oltre 50 venture builder attivi nel Paese, testimoniando un ecosistema in rapida espansione e una presenza significativa nelle principali città come Milano, Roma e Torino. Tra le realtà più rilevanti del panorama italiano troviamo:

  • Mamazen: Con sede a Torino, Mamazen si pone l’obiettivo di creare una o due startup di successo all’anno, focalizzandosi su imprese digitali con un impatto sociale positivo. Fondato nel 2017, Mamazen ha recentemente lanciato la holding IH1 per investire in nuove iniziative imprenditoriali.
  • Nana Bianca: Startup studio fiorentino nato nel 2012 dai fondatori di Dada, Nana Bianca valorizza il capitale umano accompagnando le startup lungo il loro percorso di crescita.
  • Startup Bakery: Con sede a Milano, questa company builder lavora aggregando team misti di professionisti per creare startup innovative con un modello efficiente che prevede la nascita di una nuova impresa ogni quattro mesi.
  • FoolFarm: Venture studio milanese specializzato in deep tech e intelligenza artificiale, FoolFarm è stato fondato nel 2020 da Andrea Cinelli e ha già lanciato diverse startup innovative, raccogliendo importanti round di finanziamento.
  • Vento: Distintosi per essere un venture builder non-profit con base a Torino, Vento supporta team di giovani talenti nella creazione di startup tecnologiche scalabili senza acquisire equity o richiedere success fee.
  • First Bite: Il primo startup studio italiano dedicato al settore foodtech, First Bite lavora per identificare e sviluppare nuove soluzioni innovative nel campo dell’alimentazione e delle tecnologie agrifood.
  • Cube Labs: Specializzato in tecnologie sanitarie, Cube Labs fa da ponte tra la ricerca accademica e il mercato commerciale del Life Science, con l’obiettivo di trasformare la scienza pionieristica in soluzioni sanitarie tangibili.

Queste realtà rappresentano solo alcuni dei principali player del settore in Italia. Ciascuno di essi contribuisce all’ecosistema imprenditoriale italiano attraverso un modello innovativo che combina la generazione interna di idee con lo sviluppo sistematico di imprese innovative. Nonostante qualche resistenza dovuta alla scarsa familiarità con l’approccio del venture building e alla necessità di sviluppare ulteriormente le competenze digitali, il trend è in crescita e segnala una crescente propensione verso l’innovazione esternalizzata.

Gruppo di professionisti che discutono un progetto al tavolo, rappresentando l'approccio collaborativo di uno startup studio.

Chi crea gli startup studio?

Gli startup studio o venture builder sono generalmente creati da startupper seriali, imprenditori esperti e manager che hanno già accumulato una notevole esperienza nel settore delle startup. Questi professionisti hanno spesso alle spalle una serie di successi e fallimenti, dai quali hanno tratto insegnamenti preziosi, sviluppando competenze operative e di sviluppo di business che ora applicano alla creazione di nuove imprese innovative.

Tra gli esempi illustri vi sono figure come Enrico Pandian, noto per aver fondato Everli (precedentemente Supermercato24), Checkout Technologies e FrescoFrigo, che ha dato vita a StartupGym tra Verona e Milano. Roberto Macina, fondatore di Qurami e UFirst, ha seguito un percorso simile, creando il venture builder Wda.

Gli investitori che si avvicinano a questi studi devono eseguire una due diligence efficace per comprendere i rischi e i potenziali vantaggi dell’investimento.

Il whitepaper “Redesigning Entrepreneurship”, realizzato da Mamazen in collaborazione con Savvy TinkersStudios e Venture Studio Associates, con il supporto di GSSN e Studiohub, fornisce una guida utile per gli investitori, evidenziando dieci punti principali su cui concentrarsi per effettuare scelte di investimento informate.

Per gli investitori interessati a partecipare al finanziamento di uno startup studio o venture builder, è fondamentale valutare la traiettoria professionale dei fondatori, la loro capacità di generare idee innovative e trasformarle in imprese sostenibili. Inoltre, è importante considerare l’approccio adottato dallo studio nella costruzione delle startup, il track record delle aziende già lanciate e il modello di business sottostante.

Investire in uno startup studio può offrire l’opportunità di partecipare a una diversificata gamma di imprese nascenti, con il potenziale vantaggio di ridurre il rischio attraverso l’aggregazione in un unico portafoglio. Tuttavia, gli investitori dovrebbero procedere con cautela e informarsi adeguatamente sulla solidità dello studio e sulle prospettive delle sue startup. In questo contesto, un suggerimento agli investitori è quello di cercare venture builder con una chiara specializzazione settoriale e una dimostrata capacità di attrarre talenti e capitali necessari per lo sviluppo delle loro imprese.

Il futuro dei Venture Builder

In conclusione, l’ascesa dei venture builder e degli startup studio è un fenomeno che merita un’attenzione particolare da parte degli startupper e degli investitori.

Il mercato attuale, sempre più maturo e orientato verso l’innovazione aperta, offre un terreno fertile per la crescita di queste “fabbriche di startup” che si concentrano sulla creazione di imprese industriali innovative. Per gli startupper, i venture builder rappresentano un’opportunità per accelerare il processo di creazione e sviluppo della propria impresa, avvalendosi dell’esperienza e delle risorse condivise offerte da queste strutture. Inoltre, possono beneficiare della possibilità di lavorare a stretto contatto con altri imprenditori e professionisti del settore, condividendo conoscenze e collaborando a progetti che potrebbero cambiare il volto dell’industria in cui operano. La vera sfida per i venture builder in Italia sarà dimostrare la loro capacità di generare exit di successo e di integrarsi efficacemente con altri gruppi industriali nei prossimi anni.

Sarà fondamentale monitorare l’evoluzione di queste realtà per comprendere appieno il loro impatto sull’ecosistema delle startup italiane e sul panorama industriale nel suo complesso. Per gli startupper alla ricerca di una via per dare vita alle proprie idee imprenditoriali, valutare l’opzione di unirsi a uno startup studio o ad un incubatore di startup può essere uno spunto di riflessione importante. La decisione potrebbe significare non solo un accesso più rapido al mercato ma anche una maggiore probabilità di successo grazie al supporto strutturato e alle risorse che questi modelli offrono. In definitiva, l’avventura imprenditoriale all’interno di un venture builder potrebbe rappresentare una strategia vincente per innovare, crescere rapidamente e forse anche lasciare un segno indelebile nel mondo delle startup.

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