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Cos’è una startup e come avviarla nel 2022

17 Maggio 2022

Startup: cos’è e quali sono i requisiti

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un largo utilizzo del termine “startup”, spesso in maniera impropria, per definire una particolare tipologia di impresa che sta attirando l’interesse di un numero sempre maggiore di professionisti. Esistono tuttavia specifici requisiti da rispettare per definire un’azienda startup, o startup innovativa, e per godere dei benefici previsti dalla normativa italiana. In questo articolo definiamo il concetto di startup, come avviarne una e finanziarla.

Cos’è una startup?

Il termine startup è stato spesso utilizzato impropriamente per definire un’impresa appena costruita, un’azienda di piccole dimensioni o ancora all’inizio del suo ciclo di vita. Si tratta di definizioni che non spiegano a pieno il reale significato di startup. Urge pertanto fornire dei chiarimenti circa la reale definizione di impresa innovativa. Per rispondere alla domanda cos’è una startup, possiamo affermare che questa è un’organizzazione temporanea, che ha al centro del proprio modello di business l’innovazione, con un business model ripetibile e scalabile.

Startup: definizione

Nella letteratura esistono diverse definizioni di startup, che hanno tuttavia elementi in comune che ci permettono di avere una chiara visione di cosa sia. In seguito vi riportiamo le definizioni più accreditate:

  • Paul Graham. ” La sola caratteristica essenziale di una startup è la crescita. Ogni altra cosa che associamo ad una startup discende dalla crescita.”
  • Steve Blank. “Una startup è un’organizzazione temporanea utilizzata per cercare un modello di business ripetibile e scalabile.”
  • Eric Ries. “Una startup è un’organizzazione umana progettata per creare un nuovo prodotto o servizio in condizioni di estrema incertezza.”

Requisiti di una startup

Dalle definizioni di startup sopra citate emergono degli elementi in comune, o dei requisiti, che un’impresa deve assolutamente avere per definirsi startup. Non basta quindi che sia un’organizzazione appena nata e dalle piccole dimensioni ma, per qualificarsi come startup, deve possedere i requisiti di:

  • Scalabilità;
  • Temporaneità;
  • Replicabilità;
  • Innovazione.

Scalabilità

Uno dei primi requisiti che la startup deve avere è la scalabilità. Ma cosa significa impresa scalabile? Un’azienda è scalabile quando ha le capacità di crescere molto velocemente, ovvero passare da un’idea alla creazione della startup e ad un’impresa di successo con l’utilizzo di poche risorse disponibili. Questa esigenza nasce dalla caratteristica delle startup di avere un basso budget a disposizione, motivo per cui prima di immettere il prodotto sul mercato e avviare la produzione si utilizzano diversi smoke test per validare l’idea di business e realizzare il miglior prodotto possibile evitando lo spreco di risorse. Per essere scalabile, avendo un basso budget a disposizione, è importante che sia stato definito un efficiente business plan per startup.

Temporaneità

Se, come detto in precedenza, uno degli obiettivi principali della startup è quello di crescere velocemente e in poco tempo per diventare un’impresa dalle grande dimensioni, lo stato di startup deve essere solo temporaneo. Questa è una delle caratteristiche che distingue una piccola impresa da una startup dalle poche risorse e grandi ambizioni di crescita.

Replicabilità

Con il requisito di replicabilità intendiamo porre l’attenzione sul modello di business che deve essere ripetibile, dopo aver validato il prodotto su un piccolo segmento di clientela, in diversi archi temporali e aree geografiche.

Innovazione

L’innovazione rappresenta l’elemento che si trova al centro di ogni modello di business delle startup. Queste infatti nascono per soddisfare un bisogno, manifesto o latente, e per loro natura hanno come obiettivo il portare innovazione.

Tipi di startup

Nella letteratura sono stati individuati differenti tipi di startup, che pur avendo lo stesso ciclo di vita, variano per gli strumenti finanziari adottati, le persone coinvolte e le strategie di crescita applicate. In particolare, Steve Blank ha individuato 6 differenti tipologie di startup. Queste sono:

  • Small-business startups: work to feed the family

Si tratta di startup nate grazie all’investimento personale di risorse economiche di una sola persona, generalmente il fondatore dell’impresa o startupper. Questi investe il proprio capitale, o quello preso in prestito da familiari e amici o dalle banche, assumendo spesso familiari o persone del luogo come dipendenti. Pur lavorando con dedizione e passione spesso sono poco redditizie.

  • Scalable startups: born to be big

È il tipo di startup che meglio incarna il concetto di scalabilità. I co-founder lavorano dal primo giorno con l’obiettivo di scalare il proprio business e costruire un’azienda che verrà quotata in Borsa o acquisita da un’altra azienda, portando un grande profitto.

  • Lifestyle startups: work to live their passion

Sono startup nate da fondatori che lavorano sulla loro passione. Si tratta di persone che vivono la vita che amano, non lavorano per nessuno, ma per se stessi e per perseguire la loro passione personale. Accettano quindi incarichi che gli permettono di coltivare la loro passione mentre lavorano.

  • Buyable startups: acquisition targets

Si tratta di realtà il cui business model è costruito sull’offerta di un servizio che serve per creare delle soluzioni strategiche per grosse multinazionali esistenti. In queste realtà il rischio è quello di vendere la startup a cifre che si potrebbero dimostrare decisamente più basse rispetto a quanto potrebbero davvero fruttare nel futuro.

  • Social startups: driven to make a difference

In queste startup, il fondatore dedica tanta passione e determinazione al raggiungimento di obiettivi che non porteranno nessun profitto, ma che renderanno il mondo un posto migliore. Sono quindi imprese innovative che non hanno scopo di lucro.

  • Large-company startups: innovate or evaporate

Nascono dalla considerazione secondo la quale anche le imprese grandi hanno un ciclo di vita più breve e per sopravvivere puntano ad un approccio innovativo tipico delle startup.

Startup innovative: cosa sono e normativa italiana

Secondo la normativa italiana le startup innovative sono organizzazioni giovani, con grandi potenzialità di crescita e dal forte contenuto tecnologico. Sono simili alle classiche startup, con la differenza che il loro business model è concentrato sulla commercializzazione di un prodotto, o servizio, innovativo e dall’alto valore tecnologico.
Come vedremo in seguito la stessa normativa italiana è intervenuta nella definizione di startup innovativa, introducendo nel 2021 con il D.L. 179/2012 specifiche misure a sostegno di questa tipologia di startup. Ma prima di parlare delle misure introdotte, è bene ricordare che vi sono dei requisiti da rispettare per definirsi startup innovativa.

Requisiti delle startup innovative

Per comprendere quali sono i requisiti che definiscono una startup innovativa possiamo rifarci ai sensi della normativa di riferimento secondo la quale una startup innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, che rispetti i seguenti requisiti oggettivi:

  • Essere un’impresa nuova o costituita da non più di 5 anni;
  • Ha residenza in Italia, o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia;
  • Ha fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro;
  • Non è quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione;
  • Non distribuisce e non ha distribuito utili;
  • Ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico;
  • Non è risultato di fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda.

Infine, una startup è innovativa se rispetta almeno 1 dei seguenti 3 requisiti soggettivi:

  • Sostiene spese in R&S e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione;
  • Impiega personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale);
  • Essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.

Per i requisiti e obblighi delle aziende che non sottendono alla definizione di startup, ti invitiamo alla lettura del nostro articolo su come aprire un’azienda, in cui troverai anche un focus sulle diverse forme giuridiche esistenti.

Agevolazioni per startup

Come già accennato in precedenza, la normativa italiana con il D.L. 179/2012 del 2012 è intervenuta a sostegno delle startup innovative fornendo incentivi, soprattutto finanziari, erogati dallo stato in favore di persone fisiche che hanno intenzione di investire in questo genere di imprese con l’obiettivo di supportare lo sviluppo di startup e PMI innovative.

Tuttavia, le agevolazioni per le startup innovative non si limitano ai soli incentivi finanziari, ma riguardano:

  • Gli incentivi al crowdfunding;
  • Incentivi al work for equity;
  • Agevolazioni per l’assunzione di ulteriore capitale umano;
  • Facoltà di estendere di dodici mesi il periodo di rinvio a nuovo delle perdite;
  • Accesso diretto al Fondo di Garanzia;
  • Facoltà di utilizzare anche per le startup innovative costituite in forma di SRL istituti ammessi solo nelle SpA.

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Gruppo di persone che discutono sull'idea alla base della startup

Come avviare una startup?

Avviare una startup è un processo non facile e dove si dovranno compiere scelte spesso difficili. aprire un’azienda, come una startup, comporta l’attraversamento di diverse fasi in cui verranno richiesti uno studio particolare dei clienti, dei segmenti del mercato, dei loro bisogni e della concorrenza, la definizione di una Unique Value Proposition (UVP) di valore, oltre che il possedere diverse competenze tecniche e trasversali. Gli step che uno startupper dovrà compiere per creare una startup (vedi qui) sono:

  • La definizione della business Idea Validata;
  • Trovare un socio e un team per startup;
  • Realizzare il Business Plan;
  • Trovare i finanziamenti necessari;
  • Realizzare una strategia di acquisizione clienti e il Marketing Plan.

Se vuoi saperne di più sulle diverse fasi che caratterizzano un’impresa innovativa ti consigliamo la lettura del nostro articolo di blog: “Fasi di una Startup e Round di Finanziamento“.

Importanza co-founder e team per startup

Tra le diverse fasi sopra citate ricopre una notevole importanza la ricerca di un co-founder per l’apertura dell’impresa innovativa e la formazione di un team per la tua startup. Intendiamo soffermarci su questo step in quanto rappresenta spesso una delle fasi più sottovalutate dai futuri startupper. Questo perché si tende a dare poca importanza al valore aggiunto che potrebbero dare il co-founder e il team alla tua impresa.

Nonostante i benefici che apportano, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà dove il fondatore potrebbe addirittura pensare di abbandonare il progetto, un diverso punto di vista del problema o semplicemente il sostegno morale ed economico che potrebbero garantire, rappresenterebbe un grande aiuto per il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Occhio quindi a scegliere il giusto partner per la fondazione della startup, con cui dovrai lavorare a lungo, che dovrà avere la stessa visione d’intenti e gli stessi valori per evitare che insorgano problemi che possano minare l’equilibrio della tua azienda soprattutto se si rende necessario progettare dei frequenti pivot per startup che potrebbero minare l’entusiasmo dei founder.

Quanto costa aprire una startup

Determinare in maniera precisa e oggettiva a quanto ammontano i costi per l’apertura di una startup non è affatto semplice in quanto esistono numerosi fattori da considerare. Come abbiamo visto, l’apertura di un’impresa innovativa è soggetta a diverse fasi dove sono previste spese di diverso tipo, dalla spese amministrative, fino al mantenimento del team e alla spesa per le materie prime e la comunicazione.

Sicuramente non è affatto semplice aprire una startup con un budget limitato, specie se finanziata solo con il bootstrapping (abbiamo già parlato di cos’è in un precedente articolo) motivo per cui molti si affidano al metodo Lean, che prevede il minimo utilizzo delle risorse economiche per crescita dell’azienda, garantendo il massimo dell’efficienza nell’utilizzo del budget a disposizione.
Se ti senti scoraggiato nell’aprire la tua attività innovativa, non demordere perchè esistono diverse fonti da cui poter avere il capitale necessario alla costituzione e sviluppo della tua startup.

Come finanziare una startup

Come abbiamo visto, uno degli elementi che frena i possibili startupper dalla creazione della loro attività innovativa consiste nella difficoltà nel reperire il capitale economico necessario. Per fortuna, dato il sempre maggiore interesse verso il mondo delle startup, vengono stanziati diversi bandi e finanziamenti, anche a fondo perduto, per incentivare tutti coloro che ambiscono a diventare imprenditori innovativi ad aprire la propria startup.

Oltre ai finanziamenti e bandi, lo stato prevede inoltre agevolazioni fiscali per chi rispetta i requisiti, che abbiamo visto nei paragrafi precedenti, che definiscono una startup come tale. Inoltre, il proprietario della startup ha la possibilità di chiedere aiuto ad altre figure professionali come il business angel e il venture capital nell’apporto delle risorse finanziarie necessarie allo sviluppo della startup, così come per acquisire le competenze necessarie per la gestione dell’attività.

Si tratta di due figure molto importanti e che si differenziano tra loro per diversi elementi. Infatti, mentre il business angel si occupa di assistere le startup appena costituite ed all’inizio del loro ciclo di vita, i venture capital concentrano i loro sforzi su imprese già più consolidate. Inoltre, mentre i venture capital apportano le loro risorse finanziarie acquistando una porzione dell’attività ed esercitando il loro potere decisionale, i business angel si presentano più come una guida nel processo di sviluppo e forniscono la consulenza necessaria a superare le fasi decisionali più ostiche.

Acceleratori e incubatori: quale la loro funzione?

All’interno del mondo delle startup vi sono due realtà che possono rappresentare una grande fonte di sostegno per le startup in difficoltà. Queste sono gli incubatori e acceleratori per startup che apportano l’esperienza, le competenze e il network necessario allo sviluppo dell’attività innovativa.

Anche se svolgono un’attività simile, la funzione degli acceleratori è ben diversa da quella degli incubatori per startup. In particolare, gli incubatori si propongono come sostenitori delle startup appena costituite, e quindi all’inizio del loro primo ciclo di vita, aiutando l’impresa nell’insediamento del mercato di riferimento e nella crescita, tramite la messa a disposizione delle strutture fisiche, delle competenze necessarie e del network d’impresa.
SprintX rappresenta uno dei più importanti incubatori certificati dal MISE che, attraverso il suo team di esperti professionisti e mentor del mondo startup, offre numerosi servizi a supporto delle imprese innovative.
Gli acceleratori per startup, invece, si pongono come soluzione per velocizzare il processo di crescita dell’impresa innovativa che ha già iniziato il proprio ciclo di vita.

Differenza tra startup e impresa classica

Con questo articolo ci auguriamo di essere riusciti a farvi comprendere che cosa si intende quando si parla di startup e quali sono gli elementi principali che la caratterizzano. Nonostante ciò è possibile che vi sia ancora una tendenza a non saper ben distinguere una startup da un’impresa classica dalle piccole dimensioni. Se le definizioni di startup citate all’inizio dell’articolo e la presenza di determinati requisiti necessari a qualificare un’attività come startup non sono state sufficienti, vi mostriamo ulteriori elementi di distinzione tra una startup e un’impresa.

Uno dei principali elementi distintivi è rappresentato dall’oggetto sociale. Mentre nel caso delle startup questo deve consiste in un bene, o servizio, dal forte carattere innovativo e scalabile, nel caso delle imprese classiche non vi è questa necessità e l’oggetto del business model potrebbe essere una qualsiasi attività tradizionale. Inoltre, mentre l’organizzazione dell’impresa è formata da un capo, o imprenditore fondatore, e dei dipendenti, la startup è generalmente composta da più founder e collaboratori, o partner. Infine, se il fine ultimo dell’impresa è unicamente quello di generare profitto, nella startup oltre alla componente economica si mira a destabilizzare il mercato, offrendo una soluzione innovativa ai bisogni manifestati che stupisca i clienti del segmento target.

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