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Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP): Cosa Sono e Come Funzionano

11 Aprile 2024 SprintX

Cosa sono gli Strumenti Finanziari Partecipativi? Esempi e Vantaggi per le Startup

Per le startup innovative, la ricerca di capitali è una fase cruciale per il successo e la crescita. Per questo tipo di giovani imprese, gli Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP) sono una soluzione versatile e strategica che permette ai founder finanziarsi mantenendo la piena proprietà della società. Con una posizione unica tra azioni e obbligazioni, gli SFP offrono vantaggi sia per gli imprenditori che per gli investitori, rappresentando un equilibrio tra flessibilità e sicurezza nel panorama del funding per imprese. Istituiti dal D.L. 179/2012, questi strumenti sono divenuti il metodo preferenziale per le startup che desiderano attrarre capitali senza rinunciare al controllo aziendale. Scopriamo insieme come i SFP possono fare la differenza nel percorso di crescita della tua startup.

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Cosa sono gli strumenti finanziari partecipativi (SFP)?

Gli Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP) rappresentano una forma di finanziamento estremamente adattabile e duttile, pensata specificamente per le startup e le imprese innovative.

Introdotto inizialmente nel 2003, questo strumento ha assunto un ruolo centrale nel 2012, con il Decreto Crescita, che ha permesso alle startup innovative costituite come società a responsabilità limitata (SRL) di utilizzarli pienamente. Gli SFP si collocano in una posizione ibrida tra il capitale di rischio e il capitale di debito, permettendo agli investitori di beneficiare dei risultati economici dell’impresa senza acquisire lo status di socio.

Un’azienda o una startup può emettere questi strumenti in cambio di liquidità, beni o servizi, potendo anche assegnarli gratuitamente a collaboratori o partner in cambio del loro lavoro. Inoltre, è possibile convertire gli SFP in quote societarie qualora lo statuto aziendale lo preveda.

La flessibilità degli SFP li rende adatti a diverse fasi della vita societaria di una startup: dalla crescita, con la necessità di nuovi investimenti, fino alla gestione delle crisi aziendali per reperire nuova liquidità. In questo contesto, gli SFP sono un mezzo prezioso per le startup che cercano di accedere a risorse professionali e finanziarie senza cedere il controllo dell’azienda. Gli investitori apprezzano gli SFP per il coinvolgimento diretto in progetti innovativi con un rischio limitato, mentre i professionisti possono considerarli una forma alternativa di remunerazione o investimento. La loro duttilità e adattabilità li rendono uno strumento fondamentale per finanziare le startup nel moderno panorama economico.

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Come funzionano gli strumenti finanziari partecipativi e modalità di emissione

Il funzionamento degli Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP) si basa su una serie di meccanismi e regole ben definite che consentono alle startup di ottenere finanziamenti essenziali per la loro crescita.

Ma quali sono le fasi e i vincoli principali per l’emissione di SFP? Vediamoli insieme:

  1. Previsione all’interno dello Statuto Societario: Prima di tutto, lo statuto della società deve prevedere esplicitamente la possibilità di emettere SFP, con una delibera dell’assemblea dei soci dedicata a questo scopo.
  2. Regolamento di Emissione: È necessario predisporre un regolamento che disciplini le condizioni di emissione degli SFP, i diritti conferiti ai titolari (sia patrimoniali che amministrativi), le modalità di circolazione, di recesso e di rimborso. Questo regolamento deve essere approvato dall’assemblea dei soci.
  3. Delibera di Emissione: L’avvio della campagna di emissione degli SFP deve essere annunciato attraverso una delibera specifica.
  4. Supporto Documentale: È fondamentale predisporre tutti i documenti necessari a supporto dell’operazione, inclusi eventuali accordi tra la società e gli investitori.
  5. Gestione Contabile: Dal punto di vista contabile, occorre adeguare le poste di bilancio per “accogliere” gli SFP e effettuare le relative scritture contabili.
  6. Diritti Patrimoniali e Amministrativi: Gli SFP conferiscono diritti patrimoniali, come la partecipazione agli utili o una quota del valore della società in caso di liquidazione. Possono anche prevedere diritti amministrativi, come l’accesso a informazioni o la presenza in consiglio d’amministrazione senza diritto di voto.
  7. Conversione in Azioni: Se previsto dallo statuto e dal regolamento, gli SFP possono essere convertiti in azioni della società, rispettando le condizioni stabilite.
  8. Apporti in Opera o Servizi: Gli SFP possono essere emessi anche in cambio di apporti in opera o servizi, in un’operazione simile al “Work for equity”.
  9. Agevolazioni Fiscali: La sottoscrizione degli SFP può godere delle agevolazioni fiscali previste per gli investimenti in startup e PMI innovative, riducendo l’imposizione fiscale a carico dei sottoscrittori.
  10. Diritto di Riscatto e Recesso: Gli SFP possono includere il diritto per il titolare di riscattare lo strumento partecipativo o esercitare il diritto di recesso secondo le modalità stabilite nel regolamento.

Vantaggi degli strumenti finanziari partecipativi per startup e aziende

Gli Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP) rappresentano quindi una leva strategica per le startup che desiderano finanziarsi mantenendo il controllo aziendale.

Ecco i vantaggi principali:

  1. Flessibilità Finanziaria: Gli SFP permettono alle startup di raccogliere capitali senza la necessità immediata di aumentare il capitale sociale. Questo offre una maggiore flessibilità finanziaria e permette di dilazionare la valutazione dell’azienda a un evento societario futuro, ottimizzando così la valutazione pre-money.
  2. Allineamento degli Interessi: L’emissione di SFP allinea gli interessi tra investitori e azienda, in quanto gli investitori possono beneficiare della crescita dell’azienda attraverso la partecipazione agli utili e, in alcuni casi, possono avere un ruolo consultivo tramite la presenza in consiglio d’amministrazione senza diritto di voto.
  3. Work for Equity: La startup può distribuire SFP ai dipendenti o collaboratori in cambio del loro lavoro o servizi, riducendo l’esborso economico immediato e incentivando il coinvolgimento e la fidelizzazione del team.
  4. Protezione dell’Investimento: Gli investitori ottengono diritti che tutelano il loro investimento, come la possibilità di revisionare i libri sociali e presenziare nel consiglio d’amministrazione attraverso un rappresentante.
  5. Coinvolgimento senza Cessione di Quote: Gli SFP consentono di coinvolgere investitori, professionisti e dipendenti nel progetto imprenditoriale senza cedere quote societarie, mantenendo integri i poteri decisionali dei soci fondatori.
  6. Agevolazioni Fiscali: Gli investitori possono beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa (detrazione del 30% o 50%) al momento della conversione degli SFP in azioni o quote societarie, rispettando un holding period di 3 anni.
  7. Conversione in Capitale: Se gli SFP sono assimilati a debito convertibile o a quote societarie, offrono agli investitori l’opportunità di convertire il loro investimento in capitale sotto condizioni vantaggiose stabilite al momento della sottoscrizione.
  8. Validazione dell’Idea Imprenditoriale: L’investimento in una startup tramite SFP può essere interpretato come una forma di validazione dell’idea imprenditoriale, favorendo l’ingresso di ulteriori investitori e validando il progetto agli occhi del mercato.
  9. Accesso a Capitale Diversificato: L’emissione di SFP consente alle aziende di accedere a fonti di capitale diversificate, aumentando le opportunità di finanziamento da una vasta platea di investitori.

In sintesi, gli SFP offrono alle startup una modalità di finanziamento agevole e versatile che può contribuire significativamente alla crescita aziendale senza compromettere l’autonomia gestionale dei fondatori.

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Imprenditori in un'atmosfera rustica lavorano su laptop valutando strumenti finanziari partecipativi per startup.

Strumenti finanziari partecipativi: esempi

Gli Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP) si presentano come strumenti estremamente versatili, capaci di adattarsi alle esigenze specifiche delle startup. Dopo averne esplorato il funzionamento, vediamo insieme alcuni esempi pratici di SFP:

  1. SFP in cambio di denaro: Emissione di SFP a investitori esterni che forniscono liquidità alla startup, mantenendo inalterata la compagine societaria.
  2. SFP per beni in natura: Emissione di SFP in cambio del trasferimento di beni materiali o immateriali, come brevetti o licenze d’uso, che possono essere fondamentali per lo sviluppo dell’attività imprenditoriale.
  3. SFP per prestazioni professionali: Emissione di SFP a professionisti che apportano la loro expertise in cambio di diritti patrimoniali o amministrativi anziché una remunerazione immediata.
  4. SFP come strumento ibrido: Gli SFP possono essere configurati con caratteristiche intermedie tra debito ed equity, concedendo diritti agli utili senza la restituzione dei fondi versati, che possono essere convertiti in capitale secondo termini e condizioni prestabiliti.
  5. SFP come titoli di debito: In questa forma, gli SFP sono considerati un debito della società verso l’investitore, che ha diritto a una remunerazione periodica e alla conversione in quote societarie o al rimborso secondo le condizioni del regolamento di emissione.

Immaginiamo ad esempio la startup tecnologica “Innovatech Srl”, specializzata nello sviluppo di soluzioni software per la sicurezza informatica. Per finanziare la fase di espansione sul mercato internazionale, “Innovatech Srl” decide di emettere SFP a favore di un gruppo selezionato di investitori, offrendo loro la possibilità di convertire tali strumenti in quote societarie al raggiungimento di specifici traguardi aziendali, come l’ottenimento di un brevetto chiave o il raggiungimento di un certo fatturato. Gli SFP sono emessi con un prezzo di conversione vantaggioso per premiare gli investitori per il rischio assunto e il supporto fornito nelle fasi iniziali dell’impresa.

In questo modo, “Innovatech Srl” riesce a ottenere il capitale necessario senza diluire immediatamente le quote dei soci fondatori e senza dover ricorrere a prestiti bancari, mentre gli investitori acquisiscono una potenziale partecipazione nel capitale della società che può risultare molto redditizia se l’espansione sarà coronata da successo.

Gli SFP possono essere complementari a strumenti di investimento come il safe agreement, utile per agevolare il finanziamento iniziale delle startup. Scopriamo insieme come i SFP possono fare la differenza nel percorso di crescita della tua startup.

Normativa e regolamento

La cornice normativa che regola gli Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP) trova il suo fulcro nell’articolo 2346, comma 6, del Codice Civile. Tale articolo stabilisce che le società possono emettere SFP in seguito all’apporto di soci o terzi, anche sotto forma di opere o servizi, fornendo diritti patrimoniali o amministrativi, escluso il diritto di voto in assemblea. Lo statuto societario deve dettagliare le modalità e le condizioni di emissione degli SFP, i diritti ad essi associati, le sanzioni per l’inadempimento delle prestazioni e le regole di circolazione, se previste.

Inizialmente limitato alle Società per Azioni, il Decreto Crescita 2.0 del 2012 ha esteso l’applicazione degli SFP anche alle startup innovative e agli incubatori certificati, indipendentemente dalla loro forma giuridica, includendo anche le S.r.l. Successivamente, nel 2015, l’estensione è stata applicata anche alle PMI innovative.

Un punto di svolta significativo è rappresentato dall’articolo 26 del D.L. 179/2012, che ha permesso alle startup e PMI innovative di emettere SFP ibridi, raccogliendo così capitali essenziali per il loro sviluppo. L’articolo 27 dello stesso decreto introduce benefici fiscali per amministratori, dipendenti o collaboratori di startup innovative: il valore degli SFP assegnati non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi al momento dell’assegnazione. Questo incentivo mira a facilitare l’attrazione di competenze qualificate all’interno delle startup innovative. Tuttavia, il beneficio fiscale decade se gli SFP sono ceduti alla società emittente o ad altre società del gruppo.

In sintesi, la normativa vigente promuove attivamente l’utilizzo degli SFP come strumento di finanziamento per startup e PMI innovative, offrendo un quadro giuridico chiaro e vantaggi fiscali per sostenere la crescita e l’innovazione nel tessuto imprenditoriale italiano.

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FAQ

Qual è la differenza tra strumenti finanziari partecipativi e azioni?

Gli Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP) si differenziano dalle azioni principalmente per la natura dell’apporto: mentre le azioni rappresentano una quota di capitale sociale, gli SFP possono essere emessi in cambio di prestazioni d’opera o servizi, oltre che di capitali. Inoltre, a differenza delle azioni, gli SFP non conferiscono il diritto di voto nelle assemblee generali degli azionisti, pur potendo offrire diritti patrimoniali e, in alcuni casi, diritti amministrativi.

Qual è la differenza tra strumenti finanziari partecipativi e obbligazioni?

Le obbligazioni sono titoli di debito che garantiscono agli obbligazionisti un rendimento fisso, indipendentemente dagli utili aziendali. Al contrario, la remunerazione derivante dagli SFP è variabile e spesso correlata agli utili della società. Inoltre, gli SFP possono includere diritti amministrativi che permettono ai possessori di influenzare alcune decisioni aziendali, cosa che non accade con le obbligazioni.

Perché gli strumenti finanziari partecipativi sono utili alle startup?

Gli SFP rappresentano un mezzo flessibile per le startup di acquisire finanziamenti senza necessariamente cedere quote di capitale. Questo strumento consente alle startup di premiare collaboratori o investitori con diritti patrimoniali legati ai successi dell’impresa, mantenendo al contempo il controllo societario. Gli SFP si rivelano particolarmente utili per attrarre talenti o capitali in fase iniziale, quando la startup ha bisogno di risorse ma desidera anche preservare la propria indipendenza e flessibilità decisionale.

Conclusione

Gli Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP) sono una soluzione di finanziamento estremamente vantaggiosa per le startup innovative. Offrono la flessibilità necessaria per sostenere la crescita e lo sviluppo aziendale senza rinunciare al controllo societario. La possibilità di remunerare collaboratori e investitori in modo variabile e legato al successo dell’impresa, insieme alla capacità di attrarre capitali attraverso un meccanismo meno oneroso rispetto alla cessione di azioni, rende gli SFP uno strumento finanziario particolarmente adatto all’ecosistema dinamico delle startup.

La loro malleabilità permette di strutturare accordi su misura per le esigenze specifiche di ogni impresa, garantendo al contempo ai finanziatori un potenziale ritorno economico commisurato ai risultati ottenuti dalla startup. Gli SFP si configurano, quindi, come un’opzione strategica per le giovani aziende che mirano a consolidare la propria posizione nel mercato mantenendo una struttura societaria agile e un assetto proprietario saldo.

In conclusione, gli Strumenti Finanziari Partecipativi rappresentano una leva fondamentale per il finanziamento delle startup, combinando innovazione finanziaria e strategica con la tutela degli interessi degli imprenditori. Per le startup alla ricerca di nuove vie per finanziare il proprio percorso evolutivo, gli SFP si rivelano un’opzione da valutare attentamente nel proprio piano di crescita aziendale.

Gli Strumenti Finanziari Partecipativi rappresentano una soluzione ottimale per le startup che cercano flessibilità e crescita. Raccontaci il tuo progetto e scopri come possiamo supportare il tuo sviluppo aziendale!

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